Assunzione di Maria Vergine

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Nella solennità dell’Assunta andiamo, a Celana di Caprino Bergamasco raggiungibile, deviando a Cisano, sulla strada Bergamo – Lecco. Raggiungiamo la parrocchiale adiacente al collegio-convitto sorto nel 1579 voluto da Carlo Borromeo (fra gli allievi anche Angelo Roncalli, poi papa Giovanni XXIII). Come entriamo in chiesa, siamo catturati dai colori, dalla luce, dai personaggi dipinti sulla vasta tela che si trova nell’abside: è la pala della «Assunzione della Vergine» di Lorenzo Lotto.
Prendiamo il Vangelo odierno (Luca 1,39-56) e leggiamo. Maria fa visita ad Elisabetta che, con ammirazione, così saluta la cugina: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!» (v. 42). Maria è benedetta in quanto ha generato il Figlio di Dio ma è ben più grande per la fede, perché ancor prima ha concepito nel cuore. E da allora, per tutta la vita, si è trovata a rinnovare il suo «Sì», a crescere nella fede fino alla prova suprema quando, sotto la croce, assiste alla morte del Figlio. Coinvolta sin dall’inizio nell’opera redentrice del Cristo, vincitore della morte, riceve in dono di essere la prima dei salvati e di essere portata in paradiso.
Contempliamo ora, la straordinaria pagina d’arte, scritta nel 1527 – è in parte leggibile sul rotolo, in basso a sinistra – a Venezia da Lorenzo Lotto, seguendo una tradizione del IV secolo. Gli apostoli dopo essersi radunati a pregare attorno a Maria morente, al suo trapasso portano il corpo in un sepolcro nella valle di Giosafat. Mentre stanno esprimendo il dolore, improvvisamente abbagliati da una grande luce, riescono a vedere il corpo della Madre di Dio portato in cielo. I dodici robusti popolani, vestiti di splendidi colori, reagiscono con vivacità: chi si appassiona indicando Maria, chi esprime meraviglia, chi contempla come Pietro al centro, in ginocchio e di schiena, chi cerca aiuto come i tre di destra che si abbracciano, chi cerca di guardare aiutandosi con la mano, chi sembra voler seguire la Vergine come quello a sinistra con il piede alzato. Due stanno ancora guardando all’interno del sepolcro: vicino a Giacomo il maggiore con il bordone da pellegrino, ce n’è uno con gli occhiali – forse Tommaso, sempre bisognoso di verifiche – che trova solo delle rose al posto del corpo della Vergine. Secondo alcuni, lo stesso apostolo, più o meno giustificato, era assente all’evento e Maria, che è sempre una mamma attenta a tutti, regala la sua cintura a lui che sta sotto l’albero di sinistra.
Nel mezzo della mandorla formata in basso dalla valle e in alto dalle nubi, Lotto dipinge una solenne e nel contempo leggera figura di Maria mentre, scortata da quattro angeli, sta salendo verso il cielo da cui proviene una potente luce che fa brillare persino il volto degli apostoli.
L’Assunzione di Maria, umana come noi, è l’anticipazione del finale glorioso riservato a chi si affida a Cristo, garanzia e promessa della vita senza fine. Perciò – afferma il Concilio Vaticano II nel documento sulla Chiesa (Lumen Gentium68) – Maria «brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.