Chiesa Prepositurale

La Chiesa Prepositurale, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Giacomo Maggiore Apostolo, si affaccia sul lato orientale della Piazza Grande con una facciata tardo settecentesca a doppio campanile e si presenta nella sua attuale struttura, finita nella seconda parte del 1700. la primitiva chiesa, fondata contemporaneamente al Borgo nella seconda metà del secolo XII, demolita e ricostruita più ampia nel 1363; a partire dal 1714 fu quasi del tutto trasformata su progetto dell’architetto romanese Giovan Battista Caniana (autore dell’paliotto d’altare in legno intarsiato).

I lavori proseguirono fino al 1762 e furono ripresi pochi anni più tardi, per un ulteriore
allungamento, grazie al contributo di architetti del calibro di Giacomo Quarenghi, Francesco Caniana, Simone Elia e Giacomo Bianconi, fino all’attuale facciata. Posta sul lato ad est della piazza.

Numerose sono le opere in essa contenute: si va dalle sculture del Moneghini e del Gelpi, ai dipinti di

  • La Madonna del Suffragio, di Francesco Capella (1711-1784)
  • L’Immacolata di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane (1544-1628)
  • L’Annunciazione, S. Biagio e S. Giuseppe di Mauro Picenardi (1734-1804), Giambattista Tiepolo, Francesco Capella e Ponziano Loverini
  • L’Ultima Cena di Giovan Battista Moroni (1520-1578)
  • La Santissima Trinità di Coriolano Malagavazzo

Tra il 1797 il 1799 su disegno del Quarenghi, Andrea Manni e Gian Giacomo Manni realizzano l’altare maggiore, e nella stessa chiesa nel 1808 la balaustra del presbiterio.
Utilizzata come chiesa parrocchiale, presenta un’unica navata comprendente ben nove altari e due sagrestie: quella antica ad un unico salone realizzata nel 1622 su progetto di Hieronimo Rossi Polissena, caratterizzata da slanciati mensoloni bianchi; quella nuova, adiacente alla prima, è stata edificata nel 1788 su progetto di Giacomo Caniana da cui si può accedere all’attigua chiesa di San Defendente. Sopra la sagrestia antica si trova una sala identica già sede dell’Oratorio del SS. Sacramento, ora dedicata a Mons. Matteo Alberti ed utilizzata quale terza sede del complesso museale. Per la decorazione della Chiesa lavorò un folto numero di artisti.
L’organo Adeodato Bossi Urbani del 1842, ha 2762 canne, 9269 nuove, 139 di legno, 2 tastiere di 61 note ciascuna. Nel tempo ha subito diversi restauri, l’ultimo, il più importante, nel 2002. Il collaudo musicale dell’organo è stato fatto da Padre Davide da Bergamo.
Il battistero ospitato nel corridoio dell’ingresso laterale in un vano, di forma ottagonale secondo l’antica simbologia, introdotto da una luce sobria fino a quella piena sopra il fonte, una vasca quattrocentesca ad invaso di forma ottagonale, proveniente dalla chiesa di S. Defendente dove da secoli fungeva da acquasantiera dietro il quale è stata realizzata una parete a forati sulla quale campeggia la croce. La copertura della vasca in rame sbalzato e dorato, è suddiviso in otto spicchi triangolari ad andamento leggermente curvilineo con i piani e gli spigoli battuti dai quali emergono otto figure che commentano il mistero della Rinascita. Al centro è Cristo nel gesto aperto è l’invito perentorio: “in verità ti dico, se uno non rinasce nell’acqua e nello Spirito Santo, non può entrare nel regno dei Cieli”. A destra e sinistra agnello e pesci riassumono il simbolismo primitivo del Cristo pastore e pescatore. Simmetricamente, Giovanni Il Battista e l’angelo nella iconografia del battesimo di Gesù. La colomba, la barca noetica e l’immagine di Maria con il Cristo in grembo definizione che il fonte battesimale è “grembo” di Santa Madre Chiesa. In uno spazio ristretto è stato concentrata tanta ricchezza di simbolismo proposta con una sobrietà di linguaggio. Nel 1980 il fonte è stato

trasferito in chiesa in una piccola navata posteriore ma non più utilizzato. Oggi sostituito da una battistero rettangolare in marmo.
Le campane collocate nel campanile il 5 Agosto 1950, rimasto vuoto dai tempi della guerra, il campanone del peso di 27 q. nel 1960 viene applicato il dispositivo elettrico che ne regola il suono automaticamente. Oggi presenti sui campanili sono 12: 10 delle quali intonate nella scala di Sib2 maggiore. Le otto maggiori fuse da Luigi e Giorgio Ottolina di Seregno 1950 e le 4 campane nuove, rispettivamente nelle note di: mi3, si3, do4 e re4 aggiunte dalla Fonderia Allanconi di Bolzone (Ripalta Cremasca) nel 2006. Il campanone in Sib2 maggiore, chiude le distese e i concerti solenni a 10 campane in Sib2 maggiore.
Ferragosto a mezzogiorno, la tradizionale preghiera di affidamento a Maria sul sagrato. L’intervento dei vigili del fuoco per la deposizione della corona alla statua di Maria Assunta sulla facciata della chiesa.
Il grande complesso architettonico ecclesiastico della parrocchia Santa Maria Assunta e San Giacomo Maggiore Apostolo formato da tre chiese una ex chiesa, tre oratori di confraternite, cinque sagrestie, edifici tra loro collegati, costituisce un museo con architetture, apparati decorativi e importanti opere d’arte. I responsabili del Macs stanno operando perché tutto questo venga restaurato valorizzato aprendolo al pubblico.