Epifania del Signore

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Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12) sappiamo che «alcuni Magi» si sono messi in cammino da oriente a Gerusalemme per cercare il Figlio di Dio, grazie alla stella apparsa in cielo e alla profezia: «Da te [Betlemme] uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele» (Michea 5,1).
Immaginiamo di trovarci a Bologna, nella splendida basilica di San Petronio, dentro la Cappella Bolognini, a leggere il brano della «Epifania del Signore». La decorazione – Il Giudizio universale, Storie dei Magi, Storie di San Petronio – riconosciuta come il capolavoro della pittura tardogotica bolognese, è stata realizzata (1411-1412 circa) da Giovanni di Pietro Falloppi, noto come Giovanni da Modena.
Guardiamo alla parete di destra dove l’artista, per volontà di Bartolomeo, seguendo il Vangelo, illustrò, in otto riquadri, le Storie dei Re Magi, titolari della Cappella e protettori della famiglia Bolognini.
Nell’ordine superiore, a sinistra vediamo i preparativi della partenza dei Magi e a destra il difficile passaggio d’un fiume. A destra, nel second’ordine, appare la stella che tutti stupisce mentre a sinistra i Saggi orientali incontrano Erode. Il terzo ordine presenta, a destra: Erode in trono attorniato dai consiglieri e, in una sala accanto, i Magi aspettano la risposta «sul luogo in cui doveva nascere il Cristo». Nel riquadro di sinistra, i Tre guardano a un loro cavaliere che, precedendoli, indica la direzione da prendere. L’ultimo ordine mostra, a sinistra, i Magi davanti al Bambino e alla Madre, seduta all’esterno della capanna. Melchiorre dalla barba lunga e bianca, bacia con religiosa devozione il piede di Gesù mentre gli altri due stanno consegnando i doni per poi adorare il Figlio di Dio. Giuseppe dorme profondamente, con una mano appoggiata alla botticella dell’acqua.
M’ha colpito nel riquadro di destra, come Giovanni da Modena, ha scritto, dipingendo, la conclusione del brano: «Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese». Nella riproduzione del «Ritorno dei Magi» che raramente compare in altre narrazioni sia scritte sia iconografiche, il pittore, a sorpresa, sceglie di far ritornare i Magi in Oriente via mare, diretti a Tarsis. A fronte della raffigurazione, raramente presente, dei tre Saggi in una piccola barca, qui compare una scena vivace e complessa dove, attorniata da altre imbarcazioni per il gran numero di persone al seguito, al centro, su quella più grande, si vede Melchiorre tra Gaspare e Baldassarre. In lontananza, a destra, appare la cappella che i Tre edificheranno sul monte Vaus, dove saranno sepolti.

I Magi han trovato il Bambino perché l’hanno cercato e adorato. Poi, felici, l’hanno manifestato con la vita, nel loro mondo. Auguriamoci quindi di vivere ogni giorno secondo la formula di S. Tommaso: «contemplare e donare agli altri il frutto della propria contemplazione».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.