Immacolata concezione della Beata Vergine Maria

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William Congdon, uno dei grandi esponenti della corrente artistica, l’espressionismo astratto («Action painting»),dall’anno del battesimo cattolico ad Assisi (1959), ha realizzato opere religiose rivalutate dalla critica solamente dal 1980, quando si trasferì a Milano dove nel 1998 morì a ottantasei anni.
Maria, la madre di Gesù è stata più volte raffigurata dall’artista statunitense. Questa rappresentazione della Madonna «Immacolata», realizzata nel 1964 ad olio su tavola, si rifà come ogni opera artistica dello stesso soggetto, al brano tratto dal libro dell’Apocalisse (12,1-4), sin dai primi secoli del cristianesimo interpretato in riferimento a Maria. «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle». A partire dal XIV secolo, le così dette «Immacolate», statue o pitture, dominano nell’iconografia mariana europea arricchendosi, dal XVI secolo, della falce lunare e del serpente della Genesi.
L’artista presenta un’immagine essenziale, dove la Vergine raffigurata all’interno di una «mandorla» piena di luce («vestita di sole»), è offerta alla contemplazione dei fedeli. Come Congdon era solito fare, anche in Maria, unica fonte luminosa in un mondo grigio e indecifrabile, non si colgono i lineamenti, «coperti» dai larghi colpi di spatola. Vale pure per questo dipinto quanto il grande maestro scrisse nel diario del 1974: «In tutti i soggetti che mi hanno coinvolto nella pittura, io sono stato condotto da un’urgenza di pescare dal creato, e di imporre sul creato il segno profetico della resurrezione, segno di profezia della mia, della nostra salvezza».
Il pittore fu uno degli artisti più apprezzati da Papa Paolo VI, che riuscì ad incontrare l’8 settembre 1971 a Subiaco. Infatti durante la visita del Pontefice ai monasteri, Congdon che da qualche anno trascorreva l’estate all’eremo del Beato Lorenzo, in accordo con l’abate e i monaci si presentò a Papa Montini per omaggiarlo proprio della sua «Immacolata». Il dipinto, accettato da Paolo VI, ancora oggi fa parte della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. Nel diario, l’artista ricorda l’emozione di quel momento: «Tutto sono preso dall’intimo incontro col Papa. Sono dentro i suoi occhi, così vivi, dolci d’amore penetrante, abbracciante e di sofferenza. […] Tre volte scendo su un ginocchio a baciare la sua piccola mano. E lasciandomi mi dice, e non retoricamente, “I will pray for you” (pregherò per te)».
Uniamoci all’invocazione di Congdon che nel 1995 accomunava la missione della Vergine alla sua missione di convertito: «O Madre, convertimi e illumina tutti con la mia vita. Allora e per sempre sarò luce per gli altri, per quelli che non credono, ma in particolare per quelli che soffrono. Ora sono unito a tutti i vivi e a tutti i defunti, che vivono sperando nel tuo Cristo. Illuminaci, Madre, Madre Vergine, mia e nostra».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.