In occasione della festa di San Giuseppe e dei papà

Il santo papa Giovanni XXIII parlava spesso di san Giuseppe nei suoi discorsi e fu lui ad inserire il nome di «san Giuseppe» nella preghiera eucaristica del Canone Romano, alla fine del primo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II (13.11.1962).
Dopo essersi accorto che nella basilica vaticana non vi era un altare o un monumento dedicato al padre putativo di Gesù, il Papa prese una decisione. Nella sua lettera apostolica Le voci (19.3.1961), affidò allo sposo di Maria il buon esito del Concilio Vaticano II e annunciò la dedicazione di un altare nella basilica di san Pietro. Infatti il 19 marzo 1963 il santo papa bergamasco benedisse il mosaico «San Giuseppe, patrono della Chiesa universale», posto sull’altare del transetto meridionale di san Pietro e si complimentò con l’autore Achille Funi (1890 – 1972), per aver ritratto «finalmente un san Giuseppe dall’aspetto giovanile».
Il mosaico riproduce una pala a tempera dell’artista – dal 1945 docente di pittura e poi direttore dell’Accademia Carrara – e mostra, vicino ad una cattedra in stile bizantino, san Giuseppe in piedi, che con tenerezza tiene con la destra il figlio Gesù e con la sinistra un alto giglio fiorito, la conferma d’essere stato scelto da Dio a fare il padre putativo.
Nella parte opposta, in cielo, compare un angelo che mostra un cartiglio con la scritta Tu eris super domum meam (Tu veglierai sulla mia casa): la missione affidata da Dio a Giuseppe di proteggere la Chiesa universale, simboleggiata sia dal cupolone della basilica vaticana, posto al centro della scena, sul fondo, sia dal modellino della nave della chiesa offerta al Santo da un altro angelo genuflesso. Sulla sinistra, un giovane inginocchiato, presenta un ramo d’ulivo, simbolo di pace.
Mi piace proporre la domanda tratta da uno scritto del 1952 di don Giuseppe De Luca, un grande prete e intellettuale, in un rapporto così filiale con Giovanni XXIII fino al punto che il Papa corse al suo capezzale a salutarlo, pregando, nel momento del passaggio al Paradiso. Era il 19 marzo 1962, solennità di san Giuseppe.
«Quanti sono i cristiani, che il giorno di san Giuseppe raccomandano al Santo, non dico la Chiesa universale, ma quel tanto di Chiesa che è nel loro paese, col suo campanile e il suo cimitero, con il suo parroco e con i suoi poveri e i suoi malati, con i suoi vecchi e con i suoi ragazzi, con i suoi vivi e con i suoi morti?».

Cari papà: Auguri di cuore e buona festa! Prego il buon Dio attraverso san Giuseppe affinché come lui siate i custodi della crescita e del cammino dei vostri figli

don Tarcisio

direttore del M.A.C.S.