Sacro Cuore di Gesù

La devozione della Chiesa cattolica al Sacro Cuore di Gesù si inizia ufficialmente nel 1600 in seguito a rivelazioni ad alcuni santi tra i quali i più noti sono i francesi Giovanni Eudes e Margherita Maria Alacoque. Questa giovane monaca nel 1673 svela un’apparizione: il Sacro Cuore di Gesù attorniato da fiamme e «da una corona di spine e sormontato da una croce». Poco dopo, con una matita, ne traccia un disegno. Il pittore Pompeo Batoni, seguendo la descrizione della monaca, nel 1760 realizzò su rame una rappresentazione che fu posta in una cappella della Chiesa del Gesù a Roma e che, d’allora, divenne l’immagine ufficiale per la devozione popolare al Sacro Cuore di Gesù.
La naturalezza della raffigurazione sorprese anche Lucio Fontana, il multiforme e rivoluzionario artista del novecento italiano. A lui, il gesuita padre Arcangelo Favaro, fondatore nel 1951 a Milano del centro culturale S. Fedele, commissionò la grande pala in ceramica smaltata e invetriata del «Sacro Cuore di Gesù», che dal 1956 si trova all’altare della Cappella Guastalla, la seconda a destra, della chiesa dei Gesuiti dedicata a S. Fedele.
Il grande artista argentino di origine italiana realizzò, sul tema molto caro alla spiritualità della Compagnia di Gesù, l’imponente opera, composta da ventotto formelle, seguendo l’iconografia tradizionale iniziatasi con gli scritti di S. Margherita e diffusa dal direttore spirituale, il gesuita francese Claude de la Colombière. Nella ceramica, accesa genialmente da Fontana, il Cristo nella sua sfolgorante solennità, traduce l’irrompere di Dio nella storia umana. È una presenza a cui siamo invitati per accogliere in dono l’amore divino simboleggiato, al centro, dal cuore rosso sangue che offre a tutti vita piena e abbondante, figurata dai raggi dorati che vanno in ogni direzione. In basso, a sinistra, la santa, a braccia aperte e in ginocchio, aiuta a contemplare la meravigliosa rivelazione, indirizzando anche il nostro sguardo, stupito, verso il Cuore. Nell’angolo, in alto, a destra, l’artista riproduce la facciata della chiesa milanese dei seguaci di S. Ignazio di Loyola.
Lucio Fontana ritornò sullo stesso tema nel 1958, realizzando per la chiesa del Centro studi dei Gesuiti di Villa Baragalla a Reggio Emilia, una grandiosa opera in ventisette formelle che dal 2012 si trova nella nuova Chiesa del Sacro Cuore della stessa città.In un passaggio del Vangelo odierno (Matteo 11,25-30), Gesù chiede ai discepoli e a noi: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita» (v. 29). Perciò la tradizione della Chiesa invita a recitare nel mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore, una breve preghiera, recitata da Papa Francesco all’Angelus di domenica 7 giugno, dopo aver confessato di averla imparata dalla nonna piemontese: «Gesù, mite e umile di cuore, fa’ il cuore mio simile al tuo».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S.