XIII Domenica Tempo Ordinario

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Cireneo: «Chi, spontaneamente o costretto, si addossa una fatica o una pena che toccherebbe ad altri o sopporta comunque il peso di colpe non sue: fare il cireneo» (Treccani, Vocabolario on line). Cireneo è il nome con cui è indicato Simone da Cirene che, secondo i Vangeli, fu costretto dai soldati che scortavano Gesù al Golgota, a portarne la croce.
Nel Vangelo di oggi (Matteo 10,37-42), ascoltiamo la conclusione del discorso missionario che Gesù ha rivolto ai discepoli rimarcando due note indispensabili nella vita di chi lo vuol seguire: sia Lui al centro del cuore e del vivere, e il contenuto dell’annuncio. Le parole di Gesù «chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me» (v. 38), non sono un invito a soffrire perché è l’amore il nucleo della bella notizia portataci dal Figlio di Dio, una vita donata nell’amore, ogni giorno, fino alla morte.
Il Cireneo è un esempio di sequela di Gesù. Egli, senza volerlo e saperlo, si ritrova accanto a Lui per aiutarlo a portare la Croce. A volte, noi pure incappiamo in situazioni difficili che non comprendiamo e per di più non abbiamo cercato. Eppure, se questo accade a credenti e no, esse chiedono ai cristiani d’essere «portate» come una croce, d’essere cioè vissute con lo stesso amore di Dio che offre la vita per gli altri: dalla croce alla vita piena, da risorti.
Nel quadro «Simone di Cirene», realizzato dall’artista e sacerdote tedesco Sieger Köder come parte di un ciclo sulla passione di Gesù, i due sono rappresentati mentre si sostengono l’un l’altro, in un unico corpo, avvinghiati spalla a spalla, uniti guancia a guancia, sotto un pesante legno che portano insieme. Anche Simone, che si è trovato dalla parte di Gesù sulla salita al Calvario, ci guarda con la stessa espressione del Condannato e cerca aiuto e conforto. L’artista, scomparso recentemente, differenzia chi tra poco sarà crocifisso dal compagno di strada: quello, con la veste di colore rosso sangue, è pallido nel viso e nelle mani più sottili, mentre questo, nel colore del volto e nelle dimensione delle mani, mostra «che veniva dalla campagna» (Marco 15,21).
Ogni croce è meno pesante se la si porta insieme e il cristiano sa che, con lui c’è sempre Chi per primo ha preso sulle spalle le croci di tutti.
Facciamo nostro l’intento del detenuto che così concludeva la sua riflessione nella quinta stazione della Via Crucis, presieduta dal Papa sul sagrato di S. Pietro, il venerdì santo scorso: «Sogno di diventare un cireneo della gioia per qualcuno. Anche noi, come il Cireneo, vogliamo farci prossimi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle e collaborare con la misericordia del Padre ad alleviare il giogo del male che li opprime».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S.