XIX Domenica Tempo Ordinario

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A Firenze, siamo appena usciti contenti dalla grandiosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore, in stile gotico. Davanti abbiamo uno dei monumenti più importanti di Firenze, dal 1128 diventato il Battistero della città, dedicato al suo patrono San Giovanni Battista e perciò chiamato da Dante «mio bel San Giovanni» (Inferno, XIX 17).
Ammiriamo l’edificio a pianta ottagonale, con la cupola a forma di piramide pure ottagonale, caratterizzato all’esterno da tre porte (da poco sostituite da copie), ricche di preziosi e raffinati bassorilievi in bronzo. Avviciniamoci alla porta che Michelangelo chiamò «del Paradiso», realizzata per seconda da Lorenzo Ghiberti e poi muoviamoci verso destra fino a raggiungere la porta che si trova a nord, compiuta dallo stesso artista fiorentino. Proseguendo nella stessa direzione, incontreremo quella di Andrea Pisano (a sud).
La Porta nord è il primo capolavoro del Ghiberti, realizzato tra il 1403 e il 1424, su «Gesù, mediatore della nuova alleanza», seguendo il formato inventato da Pisano in ventotto formelle con cornici gotiche quadrilobate.
Prendiamo il Vangelo dalla borsetta o dallo zaino e leggiamo al capitolo 14 di quello secondo Matteo, dal versetto 22 al 33. Gesù ordina agli apostoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda del lago di Tiberiade. Nella notte la barca è in grande difficoltà a causa del forte vento contrario e all’alba i discepoli credono di vedere un fantasma venire verso di loro camminando sulle acque. Gesù si fa conoscere dicendo: «“Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”» (vv. 27-28). All’invito di Gesù, Pietro scende dalla barca e cammina verso il suo Maestro. Dopo poco comincia ad affondare e grida: «Signore salvami!» (v. 30).
Guardiamo alla formella n. 8 sul battente di sinistra della porta, e continuiamo la lettura evangelica attraverso la raffigurazione creata da oltre seicento anni. Gesù ha accolto l’invocazione di Pietro che sta per annegare e gli tende la destra alla quale l’apostolo si aggrappa con le due mani. Il Maestro, sicuro e ritto sui piedi appoggiati sulle onde, ammonisce Pietro il cui corpo si confonde con le ondulazioni del mare in tempesta: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (v. 31).
Il ritmico movimento della formella è sottolineato dalla barca in balia delle onde sulla quale gli apostoli terrorizzati si stringono a vicenda, in due gruppi, per affrontare il furore degli elementi, mentre uno scruta il cielo che sta per rasserenarsi e con la mano sinistra cerca di tenere a bada le vele arrotolate.
Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi a Pietro e a ognuno di noi, annota: il Signore «si è abbassato e t’ha preso per mano. Con le tue sole forze non puoi alzarti. Stringi la mano di Colui che scende fino a te».
don Tarcisio Tironi
direttore del M.A.C.S.