XV Domenica Tempo Ordinario

clicca per ingrandire

Gesù sceglie un pulpito insolito: una barca. Seduto, come fa di solito un maestro, racconta sette parabole alla gente che lo ascolta sulla riva, iniziando da quella del «seminatore». La parabola, una specie di paragone in forma di racconto, è uno dei mezzi impiegati da Gesù per presentare il suo insegnamento.
Immergiamoci nella lettura del Vangelo di oggi (Matteo 13,1-23). Pare che, diversamente da noi, nel terreno palestinese si iniziasse a seminare e, solo dopo, ad arare; inevitabile così che parte del seme finisse tra le pietre o sul sentiero oppure tra i cespugli.
Nel brano evangelico, il risultato della semina operata dal contadino che, definito con l’articolo determinativo (il seminatore), non può che essere Gesù, è legato a due fattori determinanti: la libertà di ogni cuore che non accoglie o perché indurito o perché troppo pieno d’altro, o che accoglie superficialmente e la forza del seme abbondante – Gesù stesso e la sua parola – che alla fine dà un risultato superiore ad ogni attesa.
Ora «rileggiamo» la parabola nel quadro «Il seminatore al tramonto» realizzato da Van Gogh in Provenza, nel 1888, dopo otto anni di studio sull’omonima opera di Jean-François Millet. Così Vincent scrive al fratello Theo: «Ho avuto una settimana di lavoro intenso e senza fiato nei campi di grano in pieno sole. Ne sono risultati degli studi di grano, dei paesaggi e lo schizzo di un seminatore. Su un campo arato c’è una lunga striscia di zolle di terra viola e sull’orizzonte si staglia un seminatore bianco e azzurro. Nella linea dell’orizzonte del campo, grano maturo corto. Su tutto ciò, cielo giallo con sole giallo. Dalla semplice nomenclatura di queste tonalità, puoi vedere che il colore ha una parte molto importante in questa composizione» (Lettera 501). Il pittore olandese raffigura nel punto focale il sole che, in un giallo infuocato e quasi sfolgorante, fa rifiorire la natura, sullo sfondo di una messe che biondeggia. Meravigliosa la genialità dell’artista: la semina e la mietitura del grano sono contemporanee. Dio infatti, non smette di spargere semente, incurante che gabbiani e corvi ne mangino.
Papa Francesco frequentemente invita a: «Seminare pace intorno a noi: questo è santità» (Gaudete et exultate, 89); «Anche questa è misericordia: seminare bellezza e allegria in un mondo a volte cupo e triste» (16.6.2016); «Semina olio di speranza, semina profumo di speranza e non aceto di amarezza e di dis-speranza» (31.5.2017).

Saverio Ghilardi – il ventiseienne di Romano di Lombardia morto sabato 27 giugno a Edolo, presso i Corni di Premassone, tradito da una delle amate vette – cinque giorni prima, durante una gita in bicicletta con i genitori e il fratello più grande, uscì con una frase molto stimolante anche per noi: «Una vita trascorsa da spettatori, puzza! Sta a noi farla profumare».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.