XXI Domenica Tempo Ordinario

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Che fascino trovarsi in piazza Vecchia, a «Bèrghem de Sura»! Dalla fontana del Contarini ci incamminiamo verso la Basilica di S. Maria Maggiore, passando sotto il duecentesco Palazzo della Ragione. A sinistra la Cattedrale, a destra il battistero ottagonale, davanti la Cappella Colleoni. Lì accanto, entriamo in Basilica e, dopo un momento di preghiera favorito dalle immagini, ci portiamo in fondo alla chiesa per ammirare, accanto alla tomba di Gaetano Donizetti, uno splendido confessionale, opera d’intaglio di Andrea Fantoni, terminato nel marzo 1705 dopo dieci mesi di lavoro. In questo mobile liturgico voluto dal Concilio di Trento nel 1551, vediamo un vano centrale riservato al confessore e due spazi laterali per i penitenti, per far sì che nella confessione i fedeli siano separati dal sacerdote.
Davanti a noi, in alto, sulla cimasa, sta la figura scolpita di Dio Padre e sotto, in cornice ovale, la scena di «Cristo consegna le chiavi a San Pietro».
Leggiamo il Vangelo di questa domenica (Matteo 16,13-20) che troviamo anche sul cellulare.
Gesù domanda ai suoi che cosa dice di lui la gente. Risposte: un grande uomo, un profeta, tipo Elia o Geremia, o Giovanni Battista. Il Maestro poi interroga i suoi: «Ma voi, chi dite che io sia?» (v. 15). È una domanda che da allora continua a proporsi, ad ogni persona credente o non: risposte senza fine, opinioni disparate, discussioni animate, filosofie e ideologie, mode e attualizzazioni, innumerevoli espressioni culturali. L’inchiesta di Gesù tra gli apostoli sulla sua identità, si conclude con la confessione di Pietro che, a nome di tutti, dà la risposta giusta: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (v. 16).
Continuiamo la lettura con uno sguardo d’insieme tra il testo scritto con i caratteri e quello nel legno. Lo scultore Andrea Fantoni, nato e morto ad Alzano Lombardo (Bergamo), ha messo a basso e alto rilievo in bosso, entro cornice in noce, il momento successivo: il conferimento del primato a Pietro. Gesù in piedi, rivolto all’apostolo, ha appena esclamato: «E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (v. 18) e sta consegnando le chiavi. Il pescatore di Galilea è sorpreso dalle parole e dal gesto del Nazareno. In ginocchio, si porta la mano sinistra al cuore come a dire «proprio a me?», guarda il volto del suo Maestro, allarga la destra per ricevere le chiavi. Il momento solenne anche per noi, è garantito dai due apostoli – testimoni, è impreziosito da Maria (dietro un discepolo), è partecipato dalla natura, è narrato in movimento come fa capire l’elegante movenza dei panneggi, è evidenziato dalla sinistra di Gesù che indirizza il nostro sguardo in alto, dove il Padre accoglie a braccia aperte
Pertanto: Chi è Gesù per ognuno e ognuna di noi?
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.