XXII Domenica Tempo Ordinario

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Roma, Piazza del Popolo. Entriamo nella Basilica di S. Maria del Popolo. Dopo una breve preghiera, andiamo alla prima cappella laterale nel transetto sinistro, la Cappella Cerasi, dedicata a S. Maria Assunta come narra la pala sull’altare. Ci troviamo avvolti da capolavori, realizzati nel 1600-1601 da due tra i più grandi maestri del barocco: l’«Assunta» di Annibale Carracci e la «Crocifissione di san Pietro» (a sinistra) e la «Conversione di san Paolo» (a destra), opere conosciute realizzate da Caravaggio.
Alziamo ora lo sguardo. Sulla volta a botte di questo vano interno della cappella, vediamo affreschi ideati dal Carracci ed eseguiti dal collaboratore Innocenzo Tacconi: «Incoronazione della Vergine» (ovale centrale), «Cristo ordina a Paolo di lasciare Gerusalemme» (riquadro destro), «Cristo appare a Pietro» (riquadro sinistro).
È il momento di leggere il Vangelo secondo Matteo (16,21-27). Dopo avergli assegnato il primato tra gli apostoli, Gesù ammonisce Pietro perché ha reagito in maniera impetuosa all’annuncio del Maestro che a Gerusalemme avrebbe sofferto, sarebbe stato ucciso per poi risorgere: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché tu non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini» (v. 23). Gesù traduce subito dopo ai discepoli il significato del rimprovero a Pietro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (v. 24).
Riguardiamo la decorazione ad affresco della volta, alla scena di sinistra che raffigura l’incontro tra Cristo e Pietro lungo la Via Appia, secondo la narrazione di «Acta Petri» (scritto del XII secolo, sulla vita di san Pietro), ripresa due secoli dopo dalla «Legenda Aurea» di Jacopo da Varazze. Cristo appare al primo degli apostoli che sta fuggendo da Roma per evitare la persecuzione dei cristiani decisa da Nerone. Pietro, sbigottito, chiede al Maestro che tiene sulla spalla sinistra una grande croce: «Domine, quo vadis?» (Signore, dove vai?). Alla risposta: «Vengo a Roma, per farmi crocifiggere una seconda volta», Pietro comprende il messaggio, segue l’indicazione della mano destra di Gesù, ritorna a Roma e accetta il martirio.
È probabile che il cardinale Pietro Aldobrandini abbia così apprezzato questo affresco della cappella Cerasi, da commissionare al Carracci la splendida tavola – ora alla Royal Academy di Londra – che l’artista eseguì circa un anno dopo.
Il brano evangelico sollecita ad essere dei discepoli del Maestro senza la pretesa di tutto comprendere subito: dove e come si va, con chi si cammina, quando s’arriva. Il discepolo di Cristo è colui che si pone sulla strada indicata, disposto a procedere ovunque essa lo porti. Per Gesù fondamentale non è imparare ma seguirlo: «Se qualcuno vuol venire dietro a me».
Oggi il calendario ricorda il beato Ildefonso Schuster, indimenticabile cardinale di Milano dal 1929 al 1954. Teniamo nel cuore una sua affermazione: «Alla fine, ciò che conta per la vera grandezza è l’amore».
don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.