Immacolata Concezione della beata Vergine Maria

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La «corsarola» è la passeggiata più frequentata e molto conosciuta a Bergamo Alta, la via Bartolomeo Colleoni che attraversa la parte più antica della città. Andando dalla Cittadella verso piazza Vecchia, all’inizio della via, sulla sinistra s’incontra la Chiesa di S. Agata al Carmine. Nella prima cappella di sinistra si trova una splendida ancona lignea dell’«Immacolata Concezione di Maria» attribuita a Jacopino Scipioni, un prestigioso artista locale vissuto tra XV e XVI secolo. L’opera commissionata all’inizio del XVI secolo dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione presente nella vicina chiesa conventuale di S. Francesco, fu collocata sull’altar maggiore della omonima cappella, la seconda a destra entrando. In seguito alla soppressione della Confraternita ordinata dal Regio Decreto del 1806, l’Ancona fu venduta e, dopo essere stata posta in luoghi diversi, fu collocata nella posizione attuale nel 1903.

Già all’inizio del secolo VIII in alcuni conventi palestinesi si onorava la festa dell’Immacolata. Dopo essersi diffusa in Oriente, la celebrazione giunse anche al sud dell’Italia e da lì nel secolo IX fino in Inghilterra e Irlanda nell’ambiente benedettino fissandone la ricorrenza all’8 dicembre. A seguire, dal XII secolo si iniziò a festeggiare l’Immacolata nelle chiese e nei conventi della Normandia, di Francia, di Germania. In Italia furono soprattutto i francescani a promuoverne la devozione e tra questi Duns Scoto fino a quando, nel 1476, Papa Sisto IV, approvandone l’Ufficio e la Messa, stabilì che l’oggetto della festa ormai ufficiale, non era la «santificazione» ma la «Concezione» della Vergine. Papa Pio IX, l’8 dicembre 1854 promulgò il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria annunciando che, ogni anno, all’8 dicembre fosse celebrata la festa con la proclamazione del Vangelo secondo Luca (1,26-38). Il brano dell’Annunciazione racconta come Maria, colmata d’ogni grazia, con il suo «Sì» all’invito di Dio genera per l’umanità intera il Salvatore.

Ecco perché al centro dell’ancona dello Scipioni c’è Maria «in sole» che mostra davanti al grembo Gesù Bambino benedicente, sostenuto ai piedi da un angioletto, ricordando l’antica tipologia delle icone della «Madre del Segno». La Giovane di Nazaret è scolpita in profonda contemplazione, con le mani giunte, dentro una mandorla di luce, avvolta da un abito d’oro evidenziato dagli squarci azzurri dell’interno, a conferma della sua umanità. Da lei, riempita sin dall’inizio dall’amore di Colui che compie meraviglie e perciò mai sfiorata dal peccato e dal male, emanano raggi aurei sui genitori (a sinistra), sui santi Anselmo e Gerolamo (a destra) e Agostino e Bernardo (sotto), e in ogni direzione.

Continuiamo la riflessione con alcuni versi di Gerard Manley Hopkins, poeta del secondo ottocento inglese, sull’Immacolata «che non soltanto / nel grembo accolse / e nel seno l’infinità di Dio, / contratta nell’infanzia, / ma in ogni nuova grazia s’incinge / che a noi discende».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.