Maria Santissima Madre di Dio C

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Al primo giorno dell’anno, il cammino liturgico aiuta a riflettere sul valore del tempo e del suo scorrere. Il Vangelo (Luca 2,16-21) ripresenta la scena del Bambino che appena nato «nella pienezza del tempo» come scrive S. Paolo(Galati 4,4), è visitato dai pastori: «Trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia». Dio eterno è entrato nel tempo dell’umanità e vi rimane con la persona di Gesù Cristo, fatto uomo. Dal suo Natale, il Nazareno offre sempre, a tutte le persone, la certezza della sua presenza che sostiene, perdona, fa crescere trasfigurando così il vivere quotidiano in tempo ed esperienza di benedizione.

A donarci Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Salvatore, è Maria che oggi ricordiamo proprio come la «Madre di Dio». Mentre i pastori dopo aver visto «riferirono ciò che del bambino era stato detto loro» creando stupore in chi li ascoltava, «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». È lei che, dopo lo stupore della nascita, ci insegna come vivere, specialmente in quelle situazioni in cui sentiamo lontano o addirittura assente il suo Figlio. Ella innanzitutto non dimentica ma custodisce, vale a dire cerca d’approfondire e di comprendere quanto ha visto compiersi e quanto Dio le ha detto. E poi Maria «medita nel suo cuore», tenta cioè di «mettere insieme» (in greco «sum-ballein», da cui l’italiano «simbolo»), di avvicinare le parti affinché dal confronto e dall’accostamento dei fatti riesca a scoprirne gradualmente il senso autentico.

Fissiamo lo sguardo su una delle prime opere a soggetto religioso di Salvator Dalì: «La Madonna di Portlligat». Il grande (366 x 244 cm.) quadro ad olio datato 1950, ora al Museo d’Arte di Fukuoka (Giappone), ispirato alla «Sacra Conversazione» di Piero della Francesca, è la riformulazione di uno simile, dipinto un anno prima in un nuovo stile iniziato dall’artista sconvolto dalla terribile esplosione nucleare giapponese (1945). Il velario, raccolto negli angoli in alto, è appena stato aperto e la scena a struttura architettonica ad arco, è una rivelazione senza tempo, illuminata dall’alto, a sinistra e piena di simbolici elementi fluttuanti. Maria mostra alla contemplazione di tutti il suo Figlio accolto in grembo con amore e protetto con le mani. Il Bambino Gesù, al centro della raffigurazione, seduto e «incorniciato» d’oro, tiene nella destra il mondo e nella sinistra il libro della vita, perché è il Signore del cielo, della terra, del mare, di ogni elemento e si fa cibo d’eternità come fa intendere l’inserimento di un pane spezzato nel riquadro cavo del Suo corpo.

Affidiamo il nuovo anno a Colei che continua ad offrire a tutti il suo Figlio e supplichiamola con l’«Ave Maria»ricordando che nella seconda parte della preghiera, Ella è invocata col titolo di «Madre di Dio».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.