Prima Domenica di Quaresima

Venezia. Gustiamo l’esterno della stupenda Basilica di S. Marco, entriamo e lasciamo che lo splendore dei mosaici illumini la nostra preghiera. Guardiamo sull’interno di uno degli archi di destra, all’opera che, tra le poche al mondo, descrive in un solo quadro i tre momenti de «Le tentazioni di Gesù» per favorire la comprensione dell’unico messaggio. Luca (4,1-13) e Matteo narrano solo le prove che il Maestro subì al termine dei quaranta giorni, senza nulla dire di quanto ha vissuto quando «era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo». I due evangelisti raccontano in tre atti l’episodio che si svolge su diversi palcoscenici (deserto, Tempio di Gerusalemme, cima del monte) con la differenza dell’inversione della seconda scena con la terza.

Gli autori della composizione (XIII secolo), nel primo fotogramma della sequenza presentano Gesù che «Non mangiò nulla in quei giorni [di deserto], ma quando furono terminati, ebbe fame». Il Maestro, seduto sulle rocce, con in mano il rotolo della Parola presente anche nelle due tentazioni successive – a conferma che il suo parlare è «ridire» la sacra Scrittura – si trova davanti il diavolo, cioè il «divisore», raffigurato molto piccolo, di colore nero, con abito verde e la testa cinta da un diadema da cui sbucano le corna. Questi porge a Gesù un cesto con cinque pietre dicendogli: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane» e si sente rispondere: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».

Secondo atto (terzo nel Vangelo secondo Luca): Cristo in piedi «sul punto più alto del tempio», dai mosaicisti rappresentato con una cupola sostenuta da quattro colonne sopra le mura merlate. Il diavolo lo provoca: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». E Gesù gli ricorda che: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Il terzo fotogramma è raccontato con la medesima struttura scenografica. Cristo, in piedi sopra un monte la cui cima splende di pietre preziose, è tentato ancora dal piccolo diavolo che lo sfida dicendo: «Se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù di nuovo si rifà alla Scrittura e afferma: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». La sequenza termina con il diavolo che, mentre precipita, perde vestito, corona e corna. Di fronte a Cristo appaiono tre angeli contemplanti, pronti ad intervenire.

Commenta san Leone Magno: «il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.