XIX Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

I fratelli Giacomo e Giovanni, prima d’essere chiamati da Gesù, lavoravano con il papà Zebedeo come pescatori. Con Pietro sono gli apostoli scelti dal Maestro per partecipare ai momenti più significativi della sua vita. E proprio per questo, meraviglia e insieme «consola» che proprio i due si rivolgano a Gesù – come narra l’evangelista Marco(10,35-45) – dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». E quando Gesù chiede loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?» essi sfrontatamente gli rispondono: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». La sorpresa nasce dalla constatazione che, nonostante vivano da tempo con il Nazareno e siano particolarmente vicini a lui, si preoccupino di garantirsi due posti di potere. La fatica dei due a comprendere che il vero messaggio della vita del Maestro e di chi lo segue non è raggiungere il potere ma vivere d’amore, rasserena e incoraggia pure noi.

La reazione degli altri dieci non si fa attendere. Essi, infatti, «avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni». E Gesù a quel punto «deve» intervenire per ribadire il senso del vivere suo e di chi lo vuol seguire: «il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Di conseguenza: «chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti».

Guardiamo a questa splendida tavola con gli apostoli «San Giacomo il Maggiore e San Giovanni», attribuita al Maestro della Ventosilla, dipinta all’inizio del XVI secolo, ora al Museo del pellegrinaggio di Santiago de Compostela. Probabilmente parte di una predella di pala d’altare, insieme a un’altra della stessa fattura con i fratelli, Andrea e Simone, ci presenta come i figli di Zebedeo nel seguito della vita hanno molto ben compreso l’insegnamento di Gesù. A conferma i due, raffigurati di tre quarti, su fondo oro e con l’aureola, sono dichiarati «santi», esempio di vita per tutti.

Giacomo, il primo apostolo martire, decapitato nell’anno 42 per decisione di Erode Agrippa I, è presentato vestito da pellegrino con il cappello dove compare una conchiglia (prova dell’arrivo a Compostela e al mare e anche simbolo di rinascita), con il bordone (bastone tipico) e con il Vangelo. Giovanni è raffigurato d’aspetto giovanile, mentre tiene nella sinistra un calice da cui, grazie alla benedizione, il veleno preparato da un sacerdote del tempio di Diana per avvelenare l’apostolo – secondo la tradizione – si trasforma in un piccolo drago alato.

Fa riflettere l’affermazione del biblista Bruno Maggioni: «Richiamare la chiesa al servizio umile non significa privarla della sua dignità, ma, al contrario, suggerirle il modo di affermarla».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.