XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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I cinque pani e i due pesci in primo piano che compaiono nell’opera di Sieger Köder «A tavola con gli esclusi», ricordano il «segno» di Gesù narrato da Giovanni nella prima parte del capitolo 6 del Vangelo quando, di fronte al problema di sfamare la folla che seguiva il Maestro, Andrea segnala la presenza d’un ragazzo con la merenda. «Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano».

Il pittore tedesco nel 1996 «scrive» con i colori una provocatoria lettura del brano evangelico (6,24-35), applicandolo alla nostra realtà. Gesù è interpellato dalla gente che chiede: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». A loro e a noi egli risponde: «non è Mose che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

A questo punto, Köder raffigura gli effetti che la richiesta della gente a Gesù – «Signore, dacci sempre questo pane» – è in grado di ottenere anche oggi.

Sono molto differenti le persone attorno alla mensa che, illuminata dalla luce del capo-tavola, sembra prolungarsi per accogliere chi si affida e si lascia coinvolgere dal Maestro quando afferma: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». Il pane è spezzato da Colui che dalle mani con il segno dei chiodi, mostra la propria identità confermata dal volto riflesso dal vino-sangue nella coppa ripiena. In alto a destra, una donna si appoggia a Gesù e ritrova sostegno e conforto come esprime il volto disteso. Il ragazzo sotto di lei si aggrappa al tavolo per comprendere che cosa accade, mentre, protetto dalla mamma, rivolge gli occhi in alto, a Gesù. Il papà, in primo piano, con l’abito dei campi di concentramento, per vivere sta bevendo, tutto concentrato, quanto ha proposto il Cristo.

I due innamorati sulla sinistra sono in vicendevole, tenera contemplazione rendendo così credibile il comandamento dell’amore – «amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi» (15,12) – alimentato all’eucarestia. La prima delle altre due persone, con una fetta di pane in mano, sta guardando, come la seconda, a Gesù mentre dalla bocca di entrambe spunta una domanda o un grazie.

Di Teresa di Calcutta la riflessione finale. «Gesù viene in ciascuna delle nostre vite come pane di vita…per farsi mangiare, per farsi consumare da noi. Ecco come ci ama».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.