XXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

clicca per ingrandire

Il Servizio nazionale di pastorale giovanile della Chiesa Italiana scelse questa immagine/logo per accompagnare i giovani nel cammino di due anni verso il Sinodo dei Giovani che si concluse a Roma (Circo Massimo) l’11 e il 12 agosto 2018 con l’intervento di Papa Francesco.

Sotto l’immagine fu stampata la frase: «Volete andarvene anche voi?» tratta dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) che fa parte della conclusione del discorso sul pane della vita in cui Gesù più volte ribadisce: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Infatti molti del gruppo dei discepoli che lo stanno ad ascoltare esprimono perplessità: «Questa parola è dura!».

Gesù si comporta anche qui come altre volte. Vuole infatti degli amici convinti e non dei servi (cfr 15,15), attende la risposta di persone libere e per questo non si meraviglia che «da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui».

La tavola è stata dipinta dall’artista Giuseppe Sala, sacerdote della diocesi di Bergamo, da anni impegnato anche nel servizio del commento artistico a brani biblici. L’opera racconta dell’incontro decisivo di due discepoli di Gesù con il loro Maestro, all’ingresso di una casa indicato dal segno curvo che delimita una parete. Sguardi ravvicinati, parole decisive, risposte determinanti tra i personaggi caratterizzati da colori pieni e intensi. È il momento della decisione in risposta alla domanda del Nazareno rivolta questa volta ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». L’artista ha «scritto» il momento della scelta ponendo i due sulla soglia: stare con Gesù ed entrare nella sua casa, nella sua famiglia oppure non entrare e andarsene. Il Maestro rivela nel volto un atteggiamento deciso a non attenuare la proposta anche di fronte alle paure e alle riserve dei suoi, come se dicesse: «siete liberi di andare o di restare, ma scegliete secondo quanto sentite dentro». È il rischio della fede che non nasce alla fine di una dimostrazione o di un ragionamento ma, come l’amore, si concretizza nel fidarsi e affidarsi perché tutta la persona – corpo, sentimenti, volontà, intelligenza, cuore – è coinvolta.

Alla fine Pietro dà una risposta straordinaria che può diventare la mia, la tua, la nostra: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto che tu sei il Santo di Dio». Oso ridire la risposta del primo Papa: «In qualsiasi situazione, solo tu, Signore, ci riempi la vita, solo da te giungono parole e gesti che aiutano a stare nella storia e a costruire il futuro con speranza. Dove vuoi che vada. Ti seguo e sto con te!».

Concludo con la pungente finale di un articolo di Antonio Zaccuri: «Essere cristiani è un rischio, un magnifico, umanissimo rischio. Grandioso, come ogni domanda che sappia incrinare la durezza del nostro cuore».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.