XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

cicca per ingrandire

Gesù frequentemente capovolge il modo di pensare e di agire. Nel mondo antico i bambini, pur essendo amati, erano considerati senza diritti e anche al tempo del Nazareno non godevano di grande considerazione. Per di più erano distanziati dai rabbì che si sentivano infastiditi. Da qui si comprende l’intervento degli apostoli che cercano di allontanarli dal loro Maestro.

È sorprendente il brano evangelico (Marco 9,30-37). Arrivati in casa, a Cafarnao, Gesù chiede ai dodici: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». E al loro silenzio, perché «avevano discusso tra loro chi fosse il più grande», il Maestro interviene dicendo: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». A questo punto ecco il gesto che sconvolge le regole, le usanze, i dodici. «E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”». Gesù non solo non è infastidito dai bambini ma ne presenta uno ai suoi additandolo come modello del discepolato da cui imparare. Egli infatti è in grado di stabilire immediatamente una relazione buona con Dio.

Nell’opera di Carl Heinrich Bloch «Gesù e i bambini», dipinta ad olio su rame, è raffigurato il contatto che il Cristo stabilisce con i piccoli, prendendoli per mano e stringendoli a sé. La tavola fa parte delle ventitré che il pittore realizzò (1865-1879) su ordinazione di Jacob Christian Jacobsen che con il figlio Carl diede inizio nel 1847 alla «Carl-sberg», una delle più importanti società produttrici di birra. Le opere, con varie scene della vita di Cristo, dovevano adornare la sedia da preghiera del re nella Cappella del Palazzo Frederiksborg a Copenaghen. Gli originali a tutt’oggi lì presenti, sono diventati popolari come illustrazioni e, grazie ai discepoli dell’artista, si conoscono in numerose copie. Bloch rappresenta Gesù, seduto mentre abbraccia un bimbo e ne tiene per mano un altro alla presenza della mamma e della nonna. Sulla destra, davanti a un gruppo di varie persone, un apostolo guarda sorpreso il gesto del Maestro e cerca di ascoltarne le scioccanti parole. Siamo in uno spazio popolare: a sinistra, nel cesto a terra c’è del cibo, a destra un ragazzino tiene in mano una bandiera da gioco, in alto su un filo stanno appoggiati dei teli di vario colore.

Giovanni Pascoli così conclude la poesia Gesù.

«Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:

-Il figlio- Giuda bisbigliò veloce-

d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce

morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi,

-No- mormorò con l’ombra nella voce,

e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.