XXXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

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Osserviamo la miniatura «Il comandamento più grande», una delle 323 che compongono le «Storie di San Gioachino, Sant’Anna, Maria Vergine, Gesù, del Battista e della fine del mondo» – chiamato «Codice Varia 124» – il capolavoro realizzato da Cristoforo de Predis nel 1476 per Galeazzo Maria Sforza, ora alla Biblioteca Reale di Torino. L’eccellente miniatore apponeva alla firma l’abbreviazione «MUT» che nel 1910 si è scoperto fosse da svolgere in «mutulus»(muto), quasi volesse sottolineare di trovarsi senza vergogna in una condizione considerata allora emarginante. Cristoforo infatti nacque sordomuto a Milano, in una famiglia di artisti – De Predis (Preda) – che ospitò Leonardo quando giunse in città nel 1482. Fu così che il Da Vinci conobbe personalmente Cristoforo e ne ammirò l’abilità artistica.

La scena evangelica (Marco 12,28b-34) è rappresentata in un interno che rimanda ad ambienti nobili dell’epoca identificabili nella preziosa panca che fa da sfondo e, in alto, nelle travi di legno con il sostegno lavorato. Quattro personaggi dai turbanti variegati e abiti variopinti stanno discutendo: due hanno anche un borsello alla cintura, uno indossa pure il manto giallo. L’artista si rifà probabilmente al detto di Gesù – «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze…» (Marco 12,38). Nella raffigurazione ideata con gusto e sapienza dal De Predis, mirabile nel dipingere in piccole proporzioni su pergamena, una lesena ornata dà inizio a sinistra a una parete verde abbellita da un’apertura ad arco da cui s’intravvede uno scorcio di paesaggio straordinario per bellezza e invenzione.

In piedi, al centro, Gesù con l’aureola dorata, sembra stia rispondendo con il «linguaggio dei segni» alla domanda di uno degli scribi: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Tutti gli ebrei e, a maggior ragione lo scriba, ritenuto «l’uomo del libro», erano obbligati – e lo sono anche oggi – ad osservare i 613 comandi (365 proibizioni + 248 precetti) prescritti dalle Scritture. Il Maestro attingendo a quanto sta scritto nei testi sacri, risponde a sorpresa: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». La saggia reazione dello scriba – «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità» – suscita l’affermazione di Gesù che gli risponde: «Non sei lontano dal regno di Dio».

Il monaco e scrittore Thomas Merton suggerisce: «Il messaggio di Cristo ci risveglia dal sonno, per trovare il nostro vero sé in quel santuario interiore che è il suo tempio, dove Egli ci ama e ci chiama ad amare».

don Tarcisio Tironi
direttore M.A.C.S.